Peter Grosser, Presidente e Ad di Cayenne

Martedì 18 ottobre gli studenti del secondo anno della laurea magistrale in Food Marketing e Strategie Commerciali, nell’ambito del corso di Brand Management, tenuto dal Professor Sebastiano Grandi, hanno incontrato Peter Michael Grosser, Presidente e AD della nota agenzia di pubblicità Cayenne.

Dopo Daniele Cobianchi, Vice-President di McCann, è stato presentato un ulteriore testimonial direttamente dal mondo dell’advertising, che ha proposto agli studenti una visione decisamente “pepata” relativa a questo settore; infatti, come spiega Grosser, “la pubblicità deve esprimere concetti e idee rilevanti, non ecumeniche. Per questo motivo ho scelto di attribuire alla mia agenzia il nome di una spezia dal sapore piccante ed intenso.”

Non a caso il company claim di Cayenne viene riassunto con “Talk bravely”: un’agenzia deve avere il coraggio di parlare in modo rilevante, uscendo dagli schemi, in modo da ottimizzare l’investimento effettuato dal proprio cliente.

Come primo punto della testimonianza, il manager ha voluto descrivere l’evoluzione del modus operandi delle agenzie pubblicitarie: “La creatività per anni è stata il fattore chiave della comunicazione e della competitività tra le aziende; con l’avvento della crisi”, spiega Grosser, “il cliente si aspetta risultati tangibili ed immediati, vuole parlare di business. Pertanto l’agenzia oggi ha il compito di instaurare un dialogo, presentare al cliente progetti di comunicazione in grado di generare output quantificabili: non deve più sfruttare unicamente la leva della creatività, che un tempo da sola teneva le redini del gioco”.

Successivamente, mediante un libro, una forbice e una bottiglia di vino, tre oggetti apparentemente privi di connessione reciproca, l’AD di Cayenne ha illustrato le modalità secondo cui oggi avviene un brief, ovvero l’incontro in cui banalmente il cliente comunica all’agenzia il messaggio da comunicare, il target e i media da sfruttare. “Come accade quando si legge un libro, il cliente deve sfogliare tutte le pagine per raccontare se stesso e il proprio prodotto all’agenzia, in modo da evitare che si lavori esclusivamente in superficie; come una forbice, l’agenzia deve “potare” le informazioni ricevute, arrivando a comunicare il cuore del messaggio. La bottiglia di vino invece simboleggia questo incontro, caratterizzato da chimica, empatia e dal superamento del puro obiettivo lavorativo per realizzare un progetto di comunicazione di successo” ha raccontato Grosser.

Il manager ha poi proseguito la testimonianza analizzando alcuni case study di campagne pubblicitarie realizzate per conto di importanti clienti di Cayenne (Prosciutto di Parma, Skoda, Edison); ognuna di queste, nonostante gli obiettivi e i target fossero molto diversi tra loro, sono state acclamate da pubblico e critica e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti.

Al termine della lezione manageriale, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con Grosser all’interno di un dibattito, in cui l’AD di Cayenne, oltre a complimentarsi con questi ultimi e il Professor Grandi per la preparazione dimostrata, ha incoraggiato la platea a dimostrare attitudine, spirito di adattamento, volontà di integrarsi, invitando a evitare la focalizzazione su un solo compito ma ad avere una visione di insieme.

Michele Mignani
Francesca Mita