Paolo Capotosto, Direttore Vendite Italia Ferrero

Nella giornata di martedì 8 novembre, alll’Università Cattolica di Piacenza, i ragazzi del primo anno del corso di laurea magistrale in Food Marketing e Strategie Commerciali hanno avuto il piacere di incontrare Paolo Capotosto, direttore vendite Italia di Ferrero.

Dopo aver raccontato la storia e le origini dell’azienda, la quale quest’anno festeggia il 70esimo anno di vita, il manager ha enunciato agli studenti i valori comunicati da essa, i cui prodotti devono esprimere unicità, inimitabilità e distinguibilità tecnica, devono essere indipendenti finanziariamente e puntare ad essere leader del proprio segmento di mercato.

Secondo Capotosto il prodotto rappresenta il “biglietto da visita” con il quale l’azienda ogni giorno si presenta al consumatore. Questo è in linea con la filosofia aziendale, il cui fulcro è da sempre rappresentato dal consumatore, e che viene espressa dalle parole dello storico proprietario Michele Ferrero: “Il mio segreto? Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro e mettere ogni giorno al centro la Valeria”. Nell’ottica di Ferrero la “Valeria” rappresenta la consumatrice del tempo.

“Diversamente da come si potrebbe pensare”, ha chiarito Capotosto, “l’Italia non rappresenta il Paese con il maggior numero di vendite: le strategie aziendali hanno portato nel corso degli anni all’apertura di 22 stabilimenti dislocati in modo tale da coprire tutti i continenti, allo scopo di facilitare la produzione e l’export nel mondo”.

Il manager ha inoltre presentato il “Progetto Imprenditoriale Michele Ferrero”, che consiste nell’apertura di aziende, le quali hanno l’obbiettivo di portare occupazione in Paesi in via di sviluppo come India, Camerun e Sudafrica. L’utile prodotto da tali aziende deve essere totalmente reinvestito per progetti che riguardano sanità ed istruzione in tali paesi.

La discussione è terminata con un approfondimento del manager sull’attuale controversia presente in Italia che riguarda l’olio di palma, fortemente sostenuto nelle ultime settimane con una campagna informativa messa in atto proprio dall’azienda italiana.

“Tale ingrediente è contenuto nella ricetta dei prodotti Ferrero da più di 50 anni” ha approfondito, “ed è considerato un elemento essenziale nella loro produzione. Questo alimento viene attaccato ormai da mesi sotto due aspetti, quello salutistico e quello ambientale, tanto che diversi produttori hanno preso la decisione di rimuoverlo dai propri prodotti”.

Capotosto ha espresso le motivazioni per le quali Ferrero ha deciso di mantenere invariata la propria ricetta, spiegando dal punto di vista salutistico che l’intake di grassi saturi degli europei è occupato solo per il 2-10% dall’olio di palma e che tutto il resto proviene dal mondo animale, il quale presenta una percentuale di grassi saturi superiore a qualsiasi grasso di origine vegetale.

Per quanto riguarda invece il tema ambientale, Capotosto ha affermato che l’olio di palma da loro utilizzato è sostenibile al 100% grazie ad una attenta selezione dei produttori e che la resa di tale grasso vegetale è superiore a quella di qualsiasi altro.

Al termine della presentazione il classico “selfie con il manager”, simpatico rituale con il quale gli studenti ringraziano l’ospite.

Marco Bellatore,
Davide Goffredo